sabato 10 maggio 2014

Comunicato stampa: Angeletti svincolato

Dopo l'ennesima assenza ingiustificata del lavativo Angeletti, la società, nella persona dell'illustrissimo Presidente Dott. Bonamico, ha comunicato la rescissione unilaterale del contratto dell'ormai ex numero 7 del Partizan K. "Colgo l'occasione offerta da questa vittoria storica - ha commentato il Presidente dopo il successo dei suoi beniamini, ieri sera - per esprimere tutto il mio disappunto nei confronti di Angeletti e della sua scarsa professionalità. Se lo vedo, lo defenestro"

giovedì 8 maggio 2014

Los Galacticos - Partizan K 2-3, un passo verso la salvezza

"Il Partizan ha vinto?"
Questa era la domanda che si ponevano venerdì sera i tifosi, dopo la rocambolesca vittoria dei Rossi di Mr Attadio con gli abbordabilissimi Los Galacticos. Sfida da bassifondi della classifica, ma visto il filotto di sconfitte accumulate nel girone di ritorno (tutte perse eccetto un solo pareggio) lo stupore era legittimo.

Sugli scudi
Forse la contestazione dei tifosi ha messo alle strette i giocatori. O, forse, la paternale fatta da Mr Attadio alla squadra qualche settimana fa, lamentatosi della scarsa serietà di alcuni veterani fuori dal campo, comincia a dare i suoi frutti. In ogni caso il Partizan K, per la prima volta dalla ripresa del campionato dopo la pausa invernale, invece di subire per tutta la partita il gioco degli avversari come accade solitamente ha imposto il proprio, passando in vantaggio a metà del primo tempo e rimandendovi fino al triplice fischio.
Da segnalare l'ottima prestazione di Attadio Jr., autore del primo gol e protagonista nell'azione del secondo, coadiuvato a centrocampo da un ottimo Taverniti e da un Celano in grande spolvero.


Pagelle

Frascisco: mantiene la testa, si cimenta in voli plastici e a metà della ripresa salva il risultato con un'uscita tecnicamente impeccabile. Voto 7, Braveheart
Li Veli: il capitano ronza davanti all'area di rigore per tutta la partita e spazza efficacemente ogni volta che se ne presenta l'occasione. Bene gli anticipi di testa, peccato per la vista su uno dei due gol avversari. Voto 6.5, calabrone
Vana: inizia così così, sbagliando parecchi passaggi. L'intervallo serve a schiarirgli le idee e rientra in campo con un altro spirito, tanto che centra persino un gol che vale 3 punti. Sul finale viene graziato per due volte dall'arbitro, che, clemente, non concede rigore agli avversari. Voto 7.5, decisivo
Attadio II: con il fratello fuori dai giochi decide di prendersi la grossa responsabilità di caricarsi la squadra sulle spalle, trascinandola letteralmente alla vittoria. Segna il primo gol con una mina dal limite dell'area, poi serve la seconda rete su un piatto d'argento a Monaco, dopo aver dribblato per due volte tutta la difesa. Non più testa calda, ma mente fredda. Voto 8.5, spietato
Taverniti: il folletto Jinzo si conferma essere uno degli elementi più validi della squadra. Corre come un maratoneta ed è sempre sulla palla, tanto che a fine partita gli avversari chiedono il test anti-doping. Voto 7.5, Alex Schwarzer
Celano: Ettore "altalena" Celano si conferma fedele al suo soprannome e sfodera una prestazione con gli attributi, fatta di molta corsa e tante ragnatele di passaggi. Se avesse più continuità... Voto 7, imprevedibile
Cecchi: gioca bene e dà profondità alla squadra. Quando stacca di testa non ce n'è per nessuno. Voto 7, Bobo Vieri
Monaco: è il capo-cannoniere del Partizan e anche contro i Los Galacticos non perde l'occasione di ricordare a tutti di che pasta è fatto. Timbra il cartellino con un tap-in sotto rete e manda in visibilio i tifosi con un assist per il terzo gol. Voto 7.5, buca reti

lunedì 24 febbraio 2014

BRONZE CUP, STORICA QUALIFICAZIONE

Per la prima volta nella loro storia i beniamini del neo-eletto Presidentissimo Bonamico centrano la qualificazione alle fasi eliminatorie della "coppa degli ultimi" giocando una fase a gironi impeccabile, senza una sola sconfitta subita sul campo. I Rossi di Belgrado chiudono il girone con 10 punti e si preparano a riprendere le fatiche del campionato regolare con una marcia in più.
Alla fine della partita contro la Dinamo Fulminea Mr Attadio ha espresso soddisfazione ai microfoni di Radio NoviBeograd e, con il suo inconfondibile timbro vocale, si è detto fiero di questo storico successo.


PARTIZAN K - DINAMO FULMINEA (1-1)

LE PAGELLE

BIOLATTI: Reclutato in extremis, la saracinesca serba presa in prestito dall'F.Cipolla è chiamato raramente in causa e l'unico gol arriva dal dischetto del rigore. 6 VIGILE URBANO

LI VELI: Affila i tacchetti prima di entrare in campo e sono botte da orbi dal primo all'ultimo minuto, in pieno stile Partizan K. Tra scivolate e ginocchiate compie anche l'hara kiri del fallo in area di rigore, ma nel complesso non fa passare nessuno. 6.5 BOIA

VANA: Dopo la prima espulsione arriva un gol che fa rima con qualificazione. Solita mischia in area, solita zampata ignorante, ma questa volta la palla entra e vale il biglietto per il passaggio del turno in Bronze Cup. Per il resto, buon lavoro e tante botte in fase di copertura. 6.5 EFESTO

CELANO: Il brasiliano più caldo di San Maurizio sfoggia una prestazione caratterizzata da luci e ombre, con tanta corsa e buona volontà. Peccato per l'egoismo sotto porta. 5.5 IN CRESCITA

TAVERNITI: Onnipresente centrale di centrocampo, siede in cabina di regia e detta i tempi per tutta la partita. Nel secondo tempo si sposta in fascia, ma il suo posto è dietro la cinepresa. 6.5 STANLEY KUBRICK

MONACO: L'ex punta dei Rossi è ancora in cerca della sua posizione ideale, tanto che nel corso della partita cambia ruolo per ben tre volte. Tutto bene fino a quando finisce la benzina. 6 IN RISERVA

CECCHI: L'ultimo arrivato in casa Partizan K questa volta non ha reso al meglio. Sarà che ha abituato il pubblico a prestazioni superlative, ma questa volta il bomber italo-finnico è apparso sotto tono e non ha inciso come al solito. 5.5 INGABBIATO

martedì 12 novembre 2013

LOS GALACTICOS - PARTIZAN K, CHE SUCCESSO!

Alla seconda di campionato i sette di Mr Attadio ritrovano l'orgoglio e azzerano gli avversari, disputando un match di livello e ribaltando i pronostici.

Los Galacticos 4 - Partizan K 11 (Celano 4, D'Amato 3, Monaco 2, Attadio I 1, Angeletti 1)

LE PAGELLE

FRASCISCO: Al suo esordio stagionale, l'estremo difensore oriundo si destreggia tra i pali senza difficoltà, dimostrando di non rimpiangere la porta del calcio a 5. La sua flemma nelle rimesse indispettisce gli avversari, ma è ossigeno puro per i suoi. 7 CUNCTATOR

LI VELI: Indossa la fascia da capitano e la cosa lo galvanizza. Gioca una partita senza sbavature e nei momenti di maggior difficoltà mantiene i nervi saldi. 6.5 MONOLITE

VANA: L'ex capitano del Partizan mostra qualche insicurezza di troppo mettendo a rischio la tenuta della difesa, ma tiene duro fin che ne ha e non tira mai indietro il piede. 6 OPERAIO

D'AMATO: Lo scugnizzo dimostra ogni settimana di più di essere un elemento fondamentale della squadra. Ara senza sosta la fascia percorrendola a più riprese. Provvidenziale in difesa e letale in
attacco, trova tre volte la rete con stoccate da giocatore di biliardo. 7.5 VELENOSO

ATTADIO I: Indiscusso artefice della vittoria, la Principessa del Partizan K alterna giocate di gran classe (la sua rete su punizione è stata eletta "gol della settimana" dalla Pravda dell'Asino) alla grinta di Carletto Mazzone. Nel momento più delicato della partita suona la carica alla squadra, che ingrana la quarta e asfalta gli avversari. 8.5 SERGENTE DI FERRO

ATTADIO II: La matricola della squadra conferma ancora una volta che nel mercato estivo il Presidente ha avuto buon occhio. Macina km per il campo a suon di doppi passi e sforna assist a ripetizione. 7.5 GIOTTO

ANGELETTI: Pronti, via, gol. Alla prima partita stagionale la pulce dei Rossi tira fuori una prestazione grintosa e timbra anche il cartellino durante l'arrembaggio finale. Tutto questo sotto lo sguardo commosso dell'ex Mister Bonamico. 7 ZANZARA

CELANO: Come un'araba fenice, risorge dalle ceneri di una prestazione opaca e spicca il volo: gioca la partita con leziosismo e mette a segno quattro gol da vero rapace dell'area di rigore, talvolta peccando d'egoismo. Forte e bello come Inzaghi, gli auguriamo più continuità. 8 OPPORTUNISTA

MONACO: Eterno cuore Partizan, sempre alla ricerca della riconferma. Messo in allarme durante l'estate dal possibile arrivo di una punta da trenta gol a stagione, il sempreverde numero 10, al suo esordio in campo, scaccia le sue paure. Trova sempre la profondità e la butta dentro due volte, dedicando la partita all'ex Presidente Marval, presente sugli spalti. 7 EROICO

lunedì 2 settembre 2013

Non ci sarà nessun golpe



La società e il legittimo Presidente Marval hanno appena rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Partizan Quotidiano: "Non esiste nessun golpe. Tutti le voci che vorrebbero l'Asino alla guida delle Furie Rosse sono da considerare infondate. La nuova legislatura scorrerà liscia come l'olio di motore". La parola è andata anche al delegato Li Veli: "Tutti coloro che saranno sorpresi a diffondere false notizie e a sostenere il nemico del popolo Barra saranno giudicati dal Tribunale Speciale dei mentecatti", inaugurato quest'anno a Belgrado dal Serenissimo Marval.

Con questo comunicato la redazione del Partizan Quotidiano si unisce in un appello alla tifoseria e ai tesserati, perchè si ritrovi la pace e la prosperità minacciata dalle recenti voci di piazza. Nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia, forza Partizan e Marval sia!

mercoledì 17 aprile 2013

Il derby di Avignone: cronaca e pagelle di Partizan K - Scr8s

 

L'ANALISI

FA FREDDO AD AVIGNONE - È stata una vigilia di veleni, quella che ha avvicinato società e tifoseria verso l'attesissimo derby tra Partizan K e Scr8s. Perchè se al Partizan le vittorie sembrano rare come il caviale più pregiato, le polemiche e le pernacchie reciproche accumulate in un anno di sofferenze calcistiche hanno ormai fatto perdere la bussola anche ai cronisti più preparati. Ricapitolando: un allenatore nell'occhio del ciclone da diverse settimane, un organico che passeggia agli allenamenti e un grigissimo Agazzi che semina zizzania tra i giocatori provando a recuperare un posto sull'amata panchina dei Rossi. Ma non finisce qui. Dopo lo scandalo baltico, che ha visto coinvolta la triade Li Veli-Monaco-Vana in una folle gazzarra a spese della società, gli animi si sono scaldati fino ad arrivare allo scisma di Avignone, con Frascisco e Scendiletto D'Amato a battersi in prima linea per isolare i buontemponi dai giochi di spogliatorio. 

IL RUGGITO DI BONAMICO - Insomma, un bel rompicapo per mister Bonamico, che questa sera ha potuto contare solamente sulle fragili fondamenta di un armistizio prima di schierare la formazione ufficiale. Il grande escluso dai cinque di partenza è Taverniti, unico esponente di una nuova corrente partizaniana, votata alla sconfitta preventiva per assicurarsi al più presto l'ultimo posto in classifica. Forse il tempo renderà giustizia a queste istanze, ma stasera è proprio Bonamico a puntare i piedi e a cucirsi addosso una maglia da titolare, affiancato sulla fascia opposta da Monaco, con regista D'Amato a difendere le retrovie e uno scalpitante Li Veli come vertice alto.

UN PARTIZAN FORMATO DERBY - Si sente aria di derby, e anche di ultima spiaggia per entrambe le squadre. Il malconcio Partizan della vigilia cambia pelle e comincia a pasturare bel gioco sul sintetico di Grugliasco, sfruttando le aperture sulle fasce di un D'Amato altruista e il lavoro di gomiti di Li Veli contro un arcigno Morini. E gli Scr8s alla fine cedono, grazie anche all'assenza del portiere titolare e ai limiti di una rosa ridotta all'osso: dopo qualche botta e risposta, il primo tempo si chiude con un meritato 5-2, maturato grazie alla tripletta di Gambadilegno Monaco, alla rasoiata di D'Amato e alla botta sotto la traversa di un Bonamico che ancora conserva tutte le videocassette del miglior Tacchinardi.
Il secondo tempo, come vuole la tradizione, inizia con i soliti tonfi difensivi e con la tipica agilità da pachiderma nel proporsi negli spazi.
Poi, però, i nuovi entrati Vana e Taverniti prendono confidenza col terreno e danno spolvero al repertorio: ginocchiate da rissa e pallonetti deliziosi per l'orso di Tallinn, giochi di gambe, gol e creatività a piene mani per il folletto con il 69. Il Partizan a questo punto dilaga. C'è ancora tempo per il gol in serpentina di playmaker D'Amato e per la girata vincente di un ottimo Li Veli, mentre Monaco e Bonamico arrotondano il bottino personale strizzando l'occhio alla classifica cannonieri: è il conclusivo 11-7, festeggiato nel finale da un inedito festival della leziosità, per dimostrare fino in fondo che saper perdere significa esattamente non saper vincere. Quando l'arbitro fischia la fine dell'incontro, probabilmente interrompendo un altro tentativo di gol in rabona volante, le Furie Rosse arrivano a quota 11 punti e mettono in cassaforte un meritato penultimo posto per l'annata 2012/2013.

SOLO BAGARRE - Troppo o troppo poco, per questa squadra abituata ad inscenare drammi che nemmeno Sofocle? L'estate porterà consiglio, o forse sancirà un'altra rivoluzione. Le pesanti assenze del presidente Marval e del compianto Civitavecchia Angeletti proprio per il big match di stasera non fanno che aumentare la nuvola di interrogativi intorno al futuro della storica compagine di Belgrado.
Per intanto, è ora di levare i calici. Il Partizan ha abbandonato sul comò i fazzolettini con cui asciugarsi il moccio e ora si concede la più sana delle bagarre: vincere il derby e cantare con la curva, perchè la pace è ormai raggiunta.


LE PAGELLE

Frascisco 6
Incerto su un paio di palloni, ma in grado di scatenare applausi dalla curva nei momenti più difficili del match.

D'Amato 7
Tira lo sciacquone sull'egoismo e scopre doti da vero playmaker: con lui ad impostare, il Partizan gol a pioggia senza esporsi alle ripartenze avversarie.

Bonamico 7
È sempre al posto giusto e presidia la fascia destra con esperienza. Corona la prestazione con due gol meritati e si inchioda stabilmente sulla panchina delle Furie Rosse.

Monaco 7.5
L'odiato ruolo in fascia diventa un parco giochi da cui non vorrebbe più uscire. Si porta a casa il pallone della partita e un polmone d'acciaio in omaggio.

Li Veli 7
La gazzarra e il freddo polare fanno bene al bomber di via Miglietti: assist al bacio e tanta corsa, che 
avrebbero meritato più di un gol di ricompensa.

Vana 6.5
Un pò in ombra rispetto alle recenti uscite, ma si riscatta con un eurogol in pallonetto da posizione proibitiva. Con dedica al concorrente D'Amato: l'Orso di Tallinn vuole la sua casacca da titolare.

Taverniti 6.5
Il numero 69 fatica ad ingranare, ma appena possibile mette la quarta e inizia a mangiare l'erba sintetica. Un gol dalla lunga distanza e tante occasioni procurate lo promuovono a pieni voti.

Matteo Monaco
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Il Partizan Quotidiano / N. 2

mercoledì 27 marzo 2013

La parola con la "o": analisi e pagelle di Partizan K - Dinamo Losca



L'ANALISI

È finita come doveva finire. I Persiani hanno forzato le Termopili, Golia ha sconfitto Davide: la Dinamo Losca vince per 7 reti a 6 nella tana del Partizan e si conferma leader del girone E, complicando l'inseguimento del primo posto per i pizzaioli dell'Aranciotto e per i superdotati Sky Long.
È andata così, ma il risultato non racconta sempre la verità. Già, perchè nel rigido martedì sera di Grugliasco il Partizan non ha fatto la parte del panettone alla cena di Natale. È stata battaglia vera stanotte, contro tutti i pronostici e anche contro la sorte avversa.

L'ATTESA SHOCK IN CASA PARTIZAN - Gli antefatti sono noti: con le defezioni di dottor Vana e del migrante Taverniti, e con l'assenza intestinale di Enterogermina Angeletti, il Partizan si è trovato in piena emergenza proprio a poche ore dallo scontro di campionato. La banda Bonamico è corsa ai ripari con il figliol prodigo Tabor, di nuovo in campo con le Furie Rosse dopo le furibonde polemiche - conclusesi poi con la sua partenza - esplose nei corridoi di villa Marval durante l'estate scorsa.
Contro la Dinamo Losca, favorita da tutti i bookmakers, la compagine belgradese in realtà metteva in gioco qualcosa più dei 3 punti. Come ci raccontano voci vicine allo spogliatoio, infatti, mister Bonamico ha appreso a pochi minuti dal calcio d'inizio di una fronda sul punto di scoppiare nei suoi confronti. Nel lungo weekend di avvicinamento al big match, una fazione sfiduciata della rosa pare aver sbottato contro l'idea di "futébol bailado" proposta dallo Special One di Asti, invocando perfino un rocambolesco ritorno di Agazzi alla guida tecnica della squadra. Lo stesso Agazzi che proprio questa sera si è fatto ritrarre dai fotografi con un elegante cappellino giallo sulle tribune della Partizan Arena.

UN ALTRO PARTIZAN - Il Bonaz, però, non ci sta. Con un occhio all'organico rabberciato e un altro rivolto al pallone, schiera un'inedito rombo con D'Amato pilone difensivo, Monaco lungo l'out di sinistra e il Pelado Li Veli come boa d'attacco. Oltre a se stesso, naturalmente, pronto a ringhiare sulle caviglie degli avversari per scacciare i fantasmi dell'esonero.
Pronti, via: è un altro Partizan. Corti in difesa, ordinati in avanti, i ragazzi di Belgrado sembrano aver fatto un tuffo nella pozione di Panoramix. La Dinamo Losca tiene il pallino del gioco ma fatica a trovare sbocchi all'azione, grazie ai meccanismi indovinati dal terzetto difensivo in fase di copertura. Le scorribande offensive latitano da entrambe le parti, ma è proprio nel momento migliore del Partizan che i loschi trovano il gol. Tiro dalla trequarti e misteriosa carambola sulla linea di porta, ma tant'è: 0-1.
Il calcio, si sa, è cinico e baro. Come il destino, e come il raddoppio che si infila alle spalle di Totem Frascisco: dagli sviluppi di un'azione confusa, l'avanti della Dinamo esplode un tiro che incontra prima  il pugno di Monaco, poi la schiena di D'Amato, e dopo l'ennesima carambola col palo si insacca in rete.
Un copione che si è visto spesso, nelle sciagurate uscite di inizio 2013 delle Furie Rosse. Ma stasera, stasera è davvero un'altra sera. Ci pensa prima il nuovo entrato Tabor, poi Monaco allunga la zampa in mischia: è pareggio, risultato con cui si torna negli spogliatoi.

PRIMA IL BUIO, POI LA FURIA - La ripresa inizia che peggio non si può. Due gol subiti in tre minuti di gioco e tanta disattenzione. Poi, però,  il Partizan ricomincia a macinare bel gioco e a mettere di nuovo sotto i primi della classe. Grazie ai cambi di gioco e alla fitta rete di passaggi sulla trequarti Losca, i Rossi arrivano spesso dalle parti dell'estremo difensore, graziato dai legni (che sembrano a tratti calamitare il pallone) e dalla foga sprecona degli attaccanti. D'Amato passa in fascia, lasciando a Tabor il ruolo di playmaker e di ultimo baluardo davanti alla porta Rossa. Proprio dalla fascia destra e dalla buona intesa con Li Veli nascono i presupposti della sua doppietta, meritata e cercata fino allo stremo delle forze. I Loschi, però, sono squadra esperta e vincente. E continuano a colpire: due reti da calcio piazzato e qualche contropiede di troppo concesso dal Partizan permettono di arrivare a un netto 4-7, salutato da esultanze teatrali e dalla sicumera di chi sente la vittoria in tasca. Al bomber Li Veli saltano i nervi, la stanchezza comincia a premere sulle ginocchia. Il momento giusto per il colpo del top player, che in questo caso si manifesta come un missile diretto all'incrocio dei pali, esploso dal piede educato dello Spice Boy Tabor da posizione impossibile.
Si parte all'ultimo assalto, con il coltello tra i denti: D'Amato e poi ancora Tabor accorciano le distanze, mentre Monaco mette a dura prova i legamenti degli avversari con qualche tackle ai limiti del regolamento.
La Dinamo Losca vede le streghe, si chiude a fortino e spazza il pallone più lontano che può. E alla fine porta a casa tre punti sudatissimi, oltre a qualche risata di scherno strozzata in gola da un Partizan ritrovato.

LA PAROLA CON LA "O" - Le Furie Rosse non conquistano neanche un punto e sono sempre più invischiate in zona retrocessione. Eppure stasera si è tornati a respirare la fiducia nel Proggetto di Bonamico, riscoprendo gioco, affiatamento e qualcosa che mancava da un intero girone.
La parola che inizia con la "o". Non il solito orrore, non l'obbrobrio: il Partizan stasera ha perso la partita, ma ha riscoperto l'orgoglio.

LE PAGELLE

Frascisco 5.5
Sfortunato in più di un'occasione, paga con l'insufficienza un passivo consistente. Dalla sua, mostra nervi incrollabili e non sbaglia un solo rinvio.

D'Amato 6.5
Con l'assenza di Morris Vana, si piazza di fronte a Frascisco e difende con intelligenza. Nel secondo tempo si propone bene in avanti e mette a segno due reti importanti.

Monaco 6
In veste di ala, prende i voti del sacrificio e dell'umiltà. Attento in fase difensiva, si propone con risultati alterni in attacco trovando anche il gol.

Tabor 7
Top player di stirpe. Gioca in tutti i ruoli, segna una tripletta e si dedica frequentemente all'arte del passaggio. Marval prende nota e se lo gode.

Li Veli 6
Il nuovo bad boy del Partizan è lui: vita sregolata, cranio rasato e nervi a fior di pelle. Al contrario, stasera gioca una partita ordinata e si prodiga per il bene del collettivo.

Bonamico 6.5
Il Bonaz è vivo, sia in campo che fuori. Respinte al mittente le minacce di esonero, il santone del Partizan mette in campo le geometrie e un carattere che torna a ringhiare dopo lo sfortunato incidente di novembre.

Matteo Monaco
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Il Partizan Quotidiano / N. 1