mercoledì 17 aprile 2013

Il derby di Avignone: cronaca e pagelle di Partizan K - Scr8s

 

L'ANALISI

FA FREDDO AD AVIGNONE - È stata una vigilia di veleni, quella che ha avvicinato società e tifoseria verso l'attesissimo derby tra Partizan K e Scr8s. Perchè se al Partizan le vittorie sembrano rare come il caviale più pregiato, le polemiche e le pernacchie reciproche accumulate in un anno di sofferenze calcistiche hanno ormai fatto perdere la bussola anche ai cronisti più preparati. Ricapitolando: un allenatore nell'occhio del ciclone da diverse settimane, un organico che passeggia agli allenamenti e un grigissimo Agazzi che semina zizzania tra i giocatori provando a recuperare un posto sull'amata panchina dei Rossi. Ma non finisce qui. Dopo lo scandalo baltico, che ha visto coinvolta la triade Li Veli-Monaco-Vana in una folle gazzarra a spese della società, gli animi si sono scaldati fino ad arrivare allo scisma di Avignone, con Frascisco e Scendiletto D'Amato a battersi in prima linea per isolare i buontemponi dai giochi di spogliatorio. 

IL RUGGITO DI BONAMICO - Insomma, un bel rompicapo per mister Bonamico, che questa sera ha potuto contare solamente sulle fragili fondamenta di un armistizio prima di schierare la formazione ufficiale. Il grande escluso dai cinque di partenza è Taverniti, unico esponente di una nuova corrente partizaniana, votata alla sconfitta preventiva per assicurarsi al più presto l'ultimo posto in classifica. Forse il tempo renderà giustizia a queste istanze, ma stasera è proprio Bonamico a puntare i piedi e a cucirsi addosso una maglia da titolare, affiancato sulla fascia opposta da Monaco, con regista D'Amato a difendere le retrovie e uno scalpitante Li Veli come vertice alto.

UN PARTIZAN FORMATO DERBY - Si sente aria di derby, e anche di ultima spiaggia per entrambe le squadre. Il malconcio Partizan della vigilia cambia pelle e comincia a pasturare bel gioco sul sintetico di Grugliasco, sfruttando le aperture sulle fasce di un D'Amato altruista e il lavoro di gomiti di Li Veli contro un arcigno Morini. E gli Scr8s alla fine cedono, grazie anche all'assenza del portiere titolare e ai limiti di una rosa ridotta all'osso: dopo qualche botta e risposta, il primo tempo si chiude con un meritato 5-2, maturato grazie alla tripletta di Gambadilegno Monaco, alla rasoiata di D'Amato e alla botta sotto la traversa di un Bonamico che ancora conserva tutte le videocassette del miglior Tacchinardi.
Il secondo tempo, come vuole la tradizione, inizia con i soliti tonfi difensivi e con la tipica agilità da pachiderma nel proporsi negli spazi.
Poi, però, i nuovi entrati Vana e Taverniti prendono confidenza col terreno e danno spolvero al repertorio: ginocchiate da rissa e pallonetti deliziosi per l'orso di Tallinn, giochi di gambe, gol e creatività a piene mani per il folletto con il 69. Il Partizan a questo punto dilaga. C'è ancora tempo per il gol in serpentina di playmaker D'Amato e per la girata vincente di un ottimo Li Veli, mentre Monaco e Bonamico arrotondano il bottino personale strizzando l'occhio alla classifica cannonieri: è il conclusivo 11-7, festeggiato nel finale da un inedito festival della leziosità, per dimostrare fino in fondo che saper perdere significa esattamente non saper vincere. Quando l'arbitro fischia la fine dell'incontro, probabilmente interrompendo un altro tentativo di gol in rabona volante, le Furie Rosse arrivano a quota 11 punti e mettono in cassaforte un meritato penultimo posto per l'annata 2012/2013.

SOLO BAGARRE - Troppo o troppo poco, per questa squadra abituata ad inscenare drammi che nemmeno Sofocle? L'estate porterà consiglio, o forse sancirà un'altra rivoluzione. Le pesanti assenze del presidente Marval e del compianto Civitavecchia Angeletti proprio per il big match di stasera non fanno che aumentare la nuvola di interrogativi intorno al futuro della storica compagine di Belgrado.
Per intanto, è ora di levare i calici. Il Partizan ha abbandonato sul comò i fazzolettini con cui asciugarsi il moccio e ora si concede la più sana delle bagarre: vincere il derby e cantare con la curva, perchè la pace è ormai raggiunta.


LE PAGELLE

Frascisco 6
Incerto su un paio di palloni, ma in grado di scatenare applausi dalla curva nei momenti più difficili del match.

D'Amato 7
Tira lo sciacquone sull'egoismo e scopre doti da vero playmaker: con lui ad impostare, il Partizan gol a pioggia senza esporsi alle ripartenze avversarie.

Bonamico 7
È sempre al posto giusto e presidia la fascia destra con esperienza. Corona la prestazione con due gol meritati e si inchioda stabilmente sulla panchina delle Furie Rosse.

Monaco 7.5
L'odiato ruolo in fascia diventa un parco giochi da cui non vorrebbe più uscire. Si porta a casa il pallone della partita e un polmone d'acciaio in omaggio.

Li Veli 7
La gazzarra e il freddo polare fanno bene al bomber di via Miglietti: assist al bacio e tanta corsa, che 
avrebbero meritato più di un gol di ricompensa.

Vana 6.5
Un pò in ombra rispetto alle recenti uscite, ma si riscatta con un eurogol in pallonetto da posizione proibitiva. Con dedica al concorrente D'Amato: l'Orso di Tallinn vuole la sua casacca da titolare.

Taverniti 6.5
Il numero 69 fatica ad ingranare, ma appena possibile mette la quarta e inizia a mangiare l'erba sintetica. Un gol dalla lunga distanza e tante occasioni procurate lo promuovono a pieni voti.

Matteo Monaco
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Il Partizan Quotidiano / N. 2

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