venerdì 1 marzo 2013

Partizan K - Wolves, che batosta!

Cinque sconfitte, due pareggi e appena due vittorie, senza contare i disastri della Coppa Cus. In casa Partizan è ormai difficile non parlare di crisi: nei risultati, nel gioco e nello spirito, che sembra aver perso l’entusiasmo del nuovo corso proposto dal d.s. Frascisco. I conti non tornano ed anche il presidente Marval comincia ad accorgersene. Tabor e Modica, i due top player invocati dalla curva, hanno avuto vita breve con mister Bonamico, fedele ai suoi senatori, incapace di integrare due giocatori dal talento indiscusso. E così, dietro la strenua difesa del presidentissimo (“Crediamo fortemente nel progetto. Giusto andare avanti con Bonamico”), cominciano ad aleggiare le consuete voci di mercato. Le stesse che sembrano aver avvistato l’ex tecnico Agazzi, ancora sotto contratto con il Partizan, seduto in tribuna proprio durante l’ultima ed imbarazzante sconfitta contro i Wolves. Un clima non certo facile da gestire per lo stesso “Bonaz”, apparso in evidente difficoltà nell’ultima partita. Con Frascisco ancora impegnato in Coppa d’Africa e Monaco in porta, l’attacco ha perso la vivacità dei tempi migliori. Angeletti sembra ancora il fantasma di se stesso (nonostante l’illusorio gol del 2 a 4) e Taverniti pecca di un egoismo senza misura. Senza contare che D’Amato non può sempre risolvere le partite da solo. Con queste poche idee il girone di ritorno potrebbe diventare un inferno, mentre lo spettro della retrocessione si fa sempre più minaccioso. Per la banda Bonamico la prossima sfida con gli Sky Long potrebbe essere davvero quella decisiva.

La Pagelle del Corriere di Skopje, dal nostro inviato Davide Agazzi

Monaco 5.5: rispolvera le cassette di Holly e Benji per ricordarsi come si gioca tra i pali. Il risultato, viste le premesse, è più che soddisfacente. Sbaglia poco, pochissimo e salva il risultato diverse volte. Purtroppo la sua difesa lo abbandona al suo destino e la goleada diventa inevitabile.
Vana 5.5: Combatte, lotta e ringhia come un mastino. Spesso si prende qualche responsabilità di troppo e avanza fino a centrocampo come il Lucio dei tempi d’oro. Peccato che il piede sia quello di Bud Spencer ed il suo senso della posizione venga spesso messo in difficoltà dai repentini cambi di gioco. 
D’Amato 5.5: Non è sempre domenica. D’Amato segna, ma questa volta non basta. Corre sulla fascia, dribbla e cerca sempre lo spunto vincente, ma il motorino di Fuorigrotta è inceppato. A dimostrarlo, il primo, bellissimo gol degli avversari, con D’Amato nell’inedito ruolo di spettatore non pagante. I Wolves la mettono sul piano fisico e lui ci lascia una tibia. Non è proprio giornata, ma il suo è pur sempre il gol della speranza.
Taverniti 5: Inutile prendersela con il pallone, con il campo o con i propri compagni di squadra. Se le cose non girano, non girano. E per Jinzo, miglior marcatore del Partizan, sono davvero tempi bui. Prova a svariare da destra a sinistra, ma gli avversari conoscono a memoria la sua cronologia. Serve nuova benzina.
Angeletti 5.5: A Paolinho il merito di regalare una speranza ai suoi: quella di recuperare una partita già persa in partenza. Il gol però non basta. Spaesato, fuori tempo, molle. L’infortunio pesa ancora parecchio e lo scarso minutaggio accumulato in queste ultime giornate non è ancora sufficiente. 
Li Veli 5: Ci vuole poco per passare da Tanque a Paracarro. E la carriera di Lorenzo Li Veli dice proprio questo. Senza Dea Bendata, il pallone non si trasforma in oro, ma nel freddo palo dove si schianta il suo tiro nel secondo tempo. Più impreciso di altre volte, perde il confronto con l’argillosa difesa avversaria. Unica scusante: il terribile incidente automobilistico che lo ha visto protagonista in settimana, all’uscita da una rinomata discoteca torinese.
Bonamico 5: In panchina sembra più confuso di un elettore del Pd. Chiede sempre aiuto al suo secondo Li Veli, sente la pressione del presidente e di una curva ormai disaffezionata. Prova a cambiare le carte in campo, ma anche la sua entrata risulta superflua, se non dannosa. Tutto da rivedere. In fretta.

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