![]() |
| Festa Partizan |
Frascisco 7.5: e chi l'avrebbe detto che dietro le scenate isteriche dello scorso anno si nascondeva un portiere vero? Ad inizio secondo tempo, il fantasma della moviola aleggia sul gol che riapre la partita (deviato quel tanto che basta per sorprendere l'estremo difensore sotto le gambe), ma durante la gara il numero uno del Partizan veste i panni da Ghostbuster per parare anche quello che gli altri non vedono. Lui ci aveva creduto fin da subito. Profetico.
Vana 8: come al solito non partecipa alla sagra del gol, ma questo fa parte della sua filosofia di vita. Vincere va bene, ma che nessuno provi a divertirsi (se non lo facevano i minatori in Siberia, perchè dovremmo farlo noi?). L'importante è distruggere metodicamente il gioco avversario, interrompere le azioni e prendere a spallate gli avversari. La sua preparazione atletica sembra aver prodotto i frutti sperati e così non sbaglia un intervento, risultando delicato come passerotto sul ramo di un albero. Fatato.
D'Amato 7.5: a differenza del suo mastodontico compagno di reparto, D'Amato sembra il solito farfallone, incapace di mantenere compatti i ranghi, pronto a girovagare per il campo come una mina impazzita. Ed è proprio grazie al suo estro tutto partenopeo che nasce il gol del vantaggio Partizan, grazie ad una rasoiata mancina che beffa il portiere avversario. Nelle retrovie i suoi tentacoli arrivano un po' dappertutto e quando si proietta in avanti è sempre pericoloso, come testimonia il suo secondo gol. Imprevedibile.
Taverniti 8.5: tripletta all'esordio e pallone da custodire gelosamente vicino agli scudetti del Cavour. Per il folletto “Jinzo” l'avventura rossa non poteva cominciare meglio. La folla lo acclama e lui ripaga a suon di gol, senza mettere becco nelle rodate gerarchie della squadra, lasciando ad altri compagni invitanti calci di punizione. Trasforma la difesa avversaria in burro e aiuta i propri quando bisogna fare catenaccio. E' ovunque, corre senza battere ciglio e non perde l'occasione per innervosire gli avversari. Top Player.
Li Veli 8: in ogni gol c'è il suo zampino, è il geometra del Partizan, il burattinaio oscuro che guida i suoi in mezzo al campo. Assist geniali, fantasia al potere e l'umiltà dei grandi campioni. A coronare il tutto, un gol che ricorda l'eleganza di Tiribocchi e l'imprevedibilità di Zampagna, quando si porta dietro tutta la difesa, difende palla e piazza il destro dell'ennesimo k.o. E i paragoni con Alan Shearer già si sprecano. Longilineo.
Monaco 7: non mancano le polemiche. Pronti via ed il numero dieci del Partizan siede triste in panchina, privato del suo campo da gioco. Non tutti i fuoriclasse sono disposti ad accettare il bastone e la carota, ma l'ex stella del Partizan regala una sincera prova di maturità, subentrando qua e là nell'arco della partita, mordendo le gambe degli avversari come un cagnaccio di Bucarest e sprecando qualche occasione di troppo. Poi, nel finale, sigla l'ultimo gol, strizzando l'occhiolino al mister. Redivivo.
Bonamico 7: libertè, umiltè, intensitè. Il nuovo tecnico del Partizan riesce a diffondere la tranquillità e la grinta necessarie per un nuovo corso all'insegna del calcio pulito. In campo prova a mettere ordine senza incidere troppo sull'andamento di una gara già scritta, lasciando ad altri le glorie della fama e del successo. Per ora, il vulcanico presidente Valzano sembra appoggiare la linea tattica scelta per l'inizio della stagione, ma sarà solo il campo a dire se Bonamico potrà mangiare il celebre panettone di Belgrado. Rottamatore.
redatto da Davide Agazzi

Nessun commento:
Posta un commento